Risignificare la musica partendo dal Liscio

Risignificare la musica partendo dal Liscio
Il liscio, nel panorama dei generi musicali contemporanei, rappresenta oggi un’oasi felice. In un tempo segnato da narcisismo, individualismo e cultura della prestazione, molti linguaggi musicali finiscono per dissolvere la relazione. Il liscio, al contrario, l’ha sempre messa al centro. Non è solo musica: è incontro, è corpo condiviso, è comunità che si riconosce. Per questo il liscio ci interpella filosoficamente e culturalmente più di quanto spesso si pensi. Da qui nasce un impegno comune: riflettere in modo critico e costruttivo sul senso della musica oggi e sul futuro del liscio. Un futuro che può, e forse deve, aprirsi a contaminazioni contemporanee, a nuove forme espressive, a nuovi linguaggi. Tutto questo, senza farsi inglobare dai problemi che affliggono gran parte della musica popolare contemporanea, come la cultura della popolarità e della prestazione che cancella la musica come bene comune, il narcisismo che antepone la soggettività al valore condiviso della musica, la tecnocrazia che frammenta l’esperienza musicale in like, numeri e algoritmi. Non può esserci nuovo liscio, se viene meno il suo cuore simbolico: il ballo di coppia. Il ballo di coppia è il suo gesto originario: riconoscimento dell’altro, apertura all’alterità, relazione che precede l’io. Questo intervento nasce dall’invito di Giordano Sangiorgi del MEI, che ringrazio sinceramente. Un’occasione preziosa per pensare la musica non come prodotto, ma come spazio di relazione, senso e comunità.